Monday, 19 September 2011

Ma noi italiani siamo razzisti o...?

Qualche giorno di qualche settimana fa aspettavo l'autobus per tornare a casa quando, ad un certo punto, vengo attratta da una conversazione un pò accessa. C'erano due signori anziani e un ragazzo di colore. Per dare più esalto all'argomento del post, andrò a chiamare i primi "vecchi", il secondo "neGro".
I vecchi dicevano al neGro: "Tornate da dove siete venuti... Che noi c'abbiamo già i nostri problemi...Voi date solo fastidio" mi sono guardata intorno ma non c'erano altri neGri, per cui non capivo l'insistenza della seconda persona plurale...Mi ha molto ricordato i miei amici nei dibattiti accesi sulle loro squadre del cuore, quando parlano utilizzano il NOI e il VOI quasi fossero in prima persona coinvolti nei processi decisionali del panorama calcistico.
Non ho potuto fare a meno di intromettermi nel discorso, tenendo presente ai vecchi che queste persone vengono da situazioni ben più difficili delle nostre, che i "nostri problemi" sono niente a confronto dei loro. E che nessuno ci viene a rubare il lavoro (questa affermazione l'ho sentita dire spesso, e ogni volta la trovo troppo divertente) perché il lavoro - semplicemente - non c'è.
Salutandomi, il ragazzo - ops scusate, volevo dire neGro - mi ha ringraziato ed è stato allora che l'ho vista nei suoi occhi, la Speranza. Quello che per noi può essere visto come un semplice atto di solidarietà, per altri può cambiare la giornata e, chissà, magari anche di più. 
Che fine hanno fatto i vecchi? Erano li ancora a parlocchiare e lamentarsi, ma questa volta degli aumenti del prezzo dei farmaci, e delle farmacie in generale. Morale: non so quanto noi italiani possiamo considerarci razzisti e quanto invece, semplicemente ci piace lamentarci di tutto ciò che in fondo non ci riguarda personalmente (tra cui appunto gli immigrati, e aggiungerei anche i gay). Siamo un tantino rompicoglioni.

1 comment:

  1. concordo.... a volte non è razzismo.... e che proprio bisogna lamentarsi.....
    e nella maggior parte dei casi sono le generazioni passate... voglio sperare che le giovani siano più aperte di vedute

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