Ritorno dopo anni su questo blog che nessuno legge e/o commenta, per parlare di una cosa che recentemente mi sta molto a cuore...cioè i c.d. Best Seller(s)! Secondo Wikipedia:
Un best seller o bestseller è un libro di grande successo commerciale nel breve periodo (letteralmente l'espressione inglese significa "che vende meglio").
Secondo me:
Un best seller o bestseller è un insieme di citazioni scontate e scopiazzate, che le ragazzine scrivono sul proprio diario e che tutti scriviamo sul nostro status di facebook...ah si, e poi c'è anche il libro.
In pratica sto parlando di Coelho e Fabio Volo. E tanti altri.
Tempo fa mi ero imbattuta in un gruppo di amici (in senso lato) brasiliani, con i quali era partita una fitta conversazione che toccò anche il profilo letterario, e così mi ritrovai a citare Coelho, di cui non avevo mai letto niente, per cui non ricordo neanche perché l'avessi nominato, fatto sta che la risposta è stata: in Brasile Coelho non è così famoso come in Europa, anzi è rinomato per rubacchiare le storie di altri autori, diciamo così, "minori", e spacciarle per proprie. Essendo del tutto indifferente alla questione, mi sono limitata ad annotare mentalmente il commento e farne tesoro. Poi c'è stato un mio amico, il quale senza mezzi termini mi dice che ha letto qualche libro di Coelho, ma l'impressione è sempre stata quella di "essere preso un pò per il culo". Annotato pure questo mentalmente. Ma non è possibile, penso, ho letto un sacco di citazioni bellissime dei suoi libri su tanti siti internet, è impossibile... Ho voluto aspettare il momento giusto, non farmi prendere dalla diffidenza e dal pregiudizio che avrebbero indubbiamente condizionato il mio parere sul libro... Ho scelto "il cammino di Santiago" e devo dire...non mi è piaciuto per niente. Allora ho capito che una citazione è come una traduzione: non la si può decontestualizzare. E' nell'insieme che il tutto acquista un senso. E in questo insieme, un senso non c'era proprio... Mi è successa la stessa cosa in questi giorni leggendo Fabio Volo. Era diventato talmente famoso (anche) come scrittore, da aver suscitato la mia curiosità. "Un giorno in più"...mah...sono rimasta molto delusa. La storia era "carina" ma quanti luoghi comuni buttati li, frasi fatte e pensieri impacchettati e venduti, o addirittura riciclati.
La cultura era l'unica cosa rimasta in questo paese e nel mondo in generale, l'unica cosa che era forte e potente. La lettura era l'unico piacere non ancora contaminato...e invece...Però almeno, nel bene o nel male, questi scrittori come tanti altri (ora mi viene in mente Twilight) riesco a portare il piacere della lettura anche tra gli adolescenti di oggi, che di solito della cultura se ne fregano, non importa se non sanno pronunciare "Breaking Dawn" (si legge "dOun" non "dAun" MINCHIA!!).
sai che concordo su tutto?
ReplyDeletee confesso che da ragazzina ho avuto anche una piccola "fase coelho", poi passatami piuttosto in fretta.
volo invece non l'ho mai letto, ma lo vendiamo come il pane.
:-)