Qui non sgorga sangue, ma solo lacrime e - forse - neanche quelle. Il giudice si chiama Ipocrisia e aveva un dito puntato su di me. "E' colpa tua!" ripeteva urlando, e poi sussurando, e poi urlando di nuovo. E come dargli torto, ero colpevole: nella mano destra impugnavo la sincerità, e l'ho usata - non lo nego - per ferire, ma non per uccidere. Lei si è guardata intorno - la vittima dico - e appena Lealtà si è distratta, ha preso la mia mano e ha continuato a farsi del male da sola! Nessuna lacrima, nessun dolore, anzi sono quasi sicura ci fosse una certa espressione di sollievo sul suo volto. E' andata così, ve lo giuro! Se non mi credete chiedetelo a Bugie, loro hanno visto tutto!E vi diranno la ver....Lasciamo perdere.
Ora siedo davanti al giudice, mi sorride e poi d'un tratto si incupisce...alla mia destra Invidia e Rabbia ridono, si divertono e con loro tutta la platea. D'altronde possono contare sul consenso di un sacco di amici, o amici di amici come Ignoranza. Non ho più voglia di lottare, non servirebbe a niente, me lo ripete sempre Delusione. E così mi alzo e me ne vado, tanto il giudice non può far niente, senza Onestà non sa come fermarmi. Il sogno finisce così, ce ne saranno altri con attori diversi, ma preferirò sempre la parte dell'assassino finché potrò uscirne a testa alta. Tu sei la vittima, ma solo perché hai avuto la fortuna di trovare un "assassino" come me. Questa è la mia unica colpa. La tua qual è?

senza parole...e quanto è vero!peccato lo capiscano in pochi il significato...o forse è meglio così!ci vuole intelligenza per capire ;)
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