Wednesday, 15 December 2010

Gli autisti dei bus Londinesi (quelli rossi a due piani, si si proprio quelli!)

Ci sono molti motivi che mi spingono ad odiare la Tube: rumore, caos, caldo, freddo, scala mobile che non funziona, tutti corrono (ma dove vanno?), ansia da prestazione, lavori in corso, chiusura alle 12, MIND THE GAP...eccetera eccetera. Ma, ahimè, è l'unico mezzo veloce per arrivare a destinazione. L'alternativa c'è e si chiama BUS. Ci metti in media il doppio del tempo, ma è economico e puoi ammirare la città, non devi correre spinto dal flusso di gente, e a seconda dell'autista puoi avere la sensazione di essere sulle montagne russe!
Il vero protagonista di questa nota è proprio lui: l'autista del bus! Diversamente dal cassiere pakistano del 24h, ce ne sn di vari tipi e gusti:

- L'efficiente: è l'autista per eccellenza. La sua è una vocazione più che un lavoro. Il passeggero viene prima di tutto, ed è pronto a qualsiasi cosa pur di farlo arrivare a destinazione! Passa con il rosso, sorpassa qualsiasi cosa si trovi in carreggiata (auto, scooter, bicicletta e passeggino). Neanche i pedoni sono risparmiati dalla sua folle corsa, tuttavia ha la compiacenza di avvisare i mal capitati con un suono assordante di clacson prima di investirli. Il suo motto è "fammi passare e ti lascio vivere".

- Il temerario: L'autista ideale per chi è stufo della monotonia. Ama esplorare posti e percorsi nuovi, il dover seguire mappe e fermate precostituite non fa proprio per lui! Ogni giorno cambia strade, addentrandosi in posti sconosciuti persino a lui, cerca vie alternative e improvvisa percorsi improbabili. Gioca con i suoi colleghi a "chi arriva prima" sorpassando bus della stessa corsa o sorprendendoli all'angolo della strada, e si diverte a inseguire bus che vanno nella direzione opposta raggiungendoli con una manovra ad U. Il suo motto è "Cambia che ti passa"

- L' Indiano Jones: non ha niente a che fare con il temerario, anzi al contrario è colui che ha paura del cambiamento e per pigrizia preferisce rimanere fedele alla monotonia del suo lavoro. E' semplicemente un indiano emigrato a Londra, che per integrarsi meglio ha scelto un nome inglese, "Jones"

- L'indifferente: non parla, non vede, non sente, e non si muove. Chiedi se il bus arriva a Victoria Station? non parla. C'è una rissa su bus? non vede. Una vecchietta bussa sulla porta di vetro per entrare? non sente. E' finito il suo turno di lavoro e un collega aspetta per dargli il cambio? non si muove... Il suo motto è "....."

- Il sognatore: è un sorta di incrocio tra i vari tipi di autista. Si perde ad osservare i raggi di sole che riflettono sul vetro del finestrino, si lascia ipnotizzare dal rosso del semaforo e rimane lì immobile anche quando compare magicamente il verde e l'orchestra di autisti nevrotici improvvisa una sinfonia di clacson impazziti. Si ferma agli angoli delle strade per far passare allegri bambini e li osserva commosso finchè non scompaiono dietro qualche palazzo. E si passa il tempo così, per ore ed ore, anche se la vostra corsa sarebbe durata 15 minuti... il suo motto è "Penso dunque sogno"

- L'intransigente: con lui non si scherza! vietato salire senza biglietto, vietato salire lontano dalla fermata, vietato salire con bibite o cibi, vietato salire e basta. non si ascolta musica sul bus, non si ride sul bus, non si piange sul bus, non si parla sul bus...il suo motto è "niente motti su questo bus capito??!!"



3 comments:

  1. troppo carino questo post.... io sono venuta varie volte a Londra e un giro sui bus fa parte delle ricchezze turistiche del paese.....imperdibile

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  2. io ho avuto tante volte a che fare con l'indifferente!!!

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  3. credo che ad ora, per essere assunto come autista, sia richiesto nel curriculum!

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